Nome: valentina La farfalla non conta gli anni ma gli istanti: per questo il suo breve tempo le basta! (Tagorè)
Sono il dilatarsi continuo dell'istante...senza forma...sempre in divenire! Per ora le parole non sanno contenere quello che le mie mani vedono...chissà...magari "domani"...aspetterò domani per avere nostalgia (Faber)
C'era una volta domani. Adesso non c'è più. C'è un altro giorno che tutti continuano a chiamare domani, ma domani non c'è più. Domani è diventato ieri o l'anno scorso, e così diventando non è più lo stesso. E' cambiato. Si è trasformato. E' un po' come un bravo ragazzo che diventa un ladro di biciclette: non è più lui, ormai è un altro.
Domani era una bella giornata di sole. Ci si alzava presto al mattino e ci si sentiva pieni di vitalità. Si andava fuori e si faceva una passeggiata nel parco, poi dentro ancora per una bella doccia e una buona colazione. Davanti al caffelatte fumante e pane nero, burro e miele si parlava dei programmi della giornata: c'erano spese da fare dopo la scuola, amici da vedere e la sera una biciclettata rilassante...
Io era affezionata a domani. Ogni tanto un giorno così ci vuole: ti mette di buon umore e il sorriso ti rimane dentro e negli occhi a lungo, come una fiammella che ci mette un po' a spegnersi.
Adesso domani non c'è più: è diventato ieri, o l'anno scorso. E non è più lo stesso: quando domani è diventato ieri pioveva e non si poteva andare fuori e nessuno aveva voglia di parlare... e niente burro e miele sul pane...
A me questo giorno non interessa più; anzi, non so perchè continuano a chiamarlo domani.
Domani non c'è più... e ho deciso che mi piace TANTO TANTO TANTO OGGI. Oggi mi fa sorridere, mi mette di buon umore, mi resta negli occhi e nel cuore come la fiammella della candela che non spegnerò sulla mia “cassatella”...
Lo dilato per un po' questo oggi e ne regalo una fetta a tutti Voi di cuore... a OGGi ... a presto!!! ;)
... e qui...
sussurrato da lullubay @ giugno 28, 2008 19:12 - sabato, 28 giugno 2008 commenti (4)[popup] || commenti (4) - -
…una bici non si ama
si lubrifica, si modifica
una bici si declama
come una poesia
per volare via…
...e allora via con il sole in bocca, il vento negli occhi e il sorriso nei piedi. Quando giro l'angolo di Via Silvio Pellico per immettermi nella stradina che porta verso casa mia, oltrepasso una vecchia corte seminascosta da due rigogliose piante di fico e un'immenso rampicante di glicine...quando oltrepasso questo punto mi fermo e tolgo le scarpe... pedalo a piedi nudi in un altalena di sali scendi per evitare il controcolpo dei dossi, salgo sul marciapiede e pedalo...pedalo...
E' sempre stata un'amica speciale, ma l'ho rimessa sotto i piedi in modo diverso, me l'hanno delicatamente riposta sotto il sedere, me l'hanno sapientemente ri-fatta stringere tra le dita, me l'hanno ricostruita su misura nella forma, nella leggerezza, nella sicurezza e nei colori che amo...e le mie gambe ringraziano insieme agli occhi per il vigore e lo stupore riacquistati... Sì, mi sento una Regina mentre sfreccio tra un vicolo e l'altro della bassa bergamasca, senza neppure più pensare all'auto che ho venduto mesi fa... senza immalinconirmi per il paesaggio grigio e squallido nonostante il sole... lo sguardo è in apnea come sempre perchè la vita è ancora “momento che mi sa togliere il respiro”... per poi permettermi di ritornare a RESPIRARE come fosse il primo e insieme l'ultimo giorno di vita...
Il piacere della bicicletta di Alfredo Oriani
"Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà, forse meglio di una liberazione andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servitù come in treno.
La bicicletta siamo ancora noi , che vinciamo lo spazio e il tempo; stiamo in bilico e quindi nella indecisione di un giuoco colla tranquilla sicurezza di vincere; siamo soli senza nemmeno il contatto colla terra, che le nostre ruote sfiorano appena, quasi in balia del vento, contro il quale lottiamo come un uccello.
Non è il viaggio o la sua economia nel compierlo che ci soddisfa, ma la facoltà appunto di interromperlo e di mutarlo, quella poesia istintiva di una improvvisazione spensierata, mentre una forza orgogliosa ci gonfia il cuore di sentirci così liberi.
Domani la carrozzella automobile ci permetterà viaggi più rapidi e più lunghi, ma non saremo più né così liberi né così soli: la carrozzella non potrà identificarsi con noi come la bicicletta, non saranno le nostre gambe che muovono gli stantuffi, non sarà il nostro soffio che la spinge nelle salite.
Seduti come in un treno non ci tornerà più l’illusione di essere giovani, correndo coll’impeto stesso della giovinezza; non avremo trionfato del vento, non ci saremo ritemprati nella fatica al sol; ma la nuova macchina c’imporrà le preoccupazioni dei propri guasti non riparabili al momento, c’impedirà di sognare, perché non potremo più guidarla istintivamente, e ci darà il senso doloroso del limite, appunto perché separata da noi, sospinta da una forza che non può fondersi colla nostra"..
di Alfredo Oriani
Scritto in occasione di un suo viaggio in bicicletta nel 1918 tra l ‘Emilia e la Toscana.
tratto da IN BICI -"Il piacere della bicicletta" di Enrico Caracciolo"
Gli uomini che hanno una TEMPESTOSA vita interiore
e non cercano sfogo o nei discorsi o nella scrittura,
sono semplicemente uomini che non hanno
una tempestosa vita interiore.
C. Pavese
...ma quando il troppo si ingarbuglia
tra il cuore e le labbra?
Non riesco a fare
null'altro
che restare muta
ad aspettare
respirando a piccoli sorsi
...
forse
solo quel bacio sulla bocca
potrebbe ridare alle parole
la forza
l'astuzia
che non hanno
che non sanno
che non vogliono
...
sscchh...
sussurrato da lullubay @ giugno 09, 2008 21:16 - lunedì, 09 giugno 2008 commenti (8)[popup] || commenti (8) - -
La pioggia: violenta allegra ragazzina;
a gioco sui rami della rubinia
tutta serrata di foglie ancora sui grappoli
impossibile coglierli per succhiarne la dolcezza,
risata di gocce in rovesci
sulla campagna morbida
in conche d'orizzonti.
Nel quadro umido di luci
di verdi spenti, di grigi quasi piombo,
di celesti fatti vetro,
la pelle alla pietra del fiume si fonde
e corpo, terra, cielo
la cascata confonde.
Tutto il cielo spiove
senza lavare, senza cancellare:
ci abbandoniamo al suo urto
nella tiepida penombra
della tana che ci accoglie;
il ventre della terra
erompe ribollendo intorno al nostro corpo
e ci ridesta le membra: forza senza stanchezza
potenza senza arresto.
La fiamma arancio della candela
che si allunga e arrotonda e danza
al soffio di vento della finestra dischiusa
mi porta il profumo dei fiori di campo
in un giallo diluito nei petali a raggio.
Il silenzio fermo di quest'ora del mattino
è sospeso nel cuore come lo stupore
di una creazione perfetta.
Tu, al tavolo
io, sul divano
la stanza che ammutolisce
nella nostra repentina coscienza
d'intravveduta felicità
e nella lucida volontà
di trattenere dentro la tempesta
guardandoci
tacendo
in attesa di QUEL tempo,
di un altro giorno...
E tutto il soffitto spiove
e prima di NOI sapevamo, io/tu,
che fosse, di tutti i problemi,
più “intenso” problema l'amore.
sussurrato da lullubay @ maggio 25, 2008 18:29 - domenica, 25 maggio 2008 commenti (4)[popup] || commenti (4) - -
...quando si ha pagato come prezzo la VITA...
...si riceve in dono la LIBERTA'...
...per sempre!!!
sussurrato da lullubay @ maggio 18, 2008 18:53 - domenica, 18 maggio 2008 commenti (9)[popup] || commenti (9) - -
Se sapessimo che siamo destinati a diventare ciechi stanotte,
se ne fossimo certi...
forse
dedicheremmo un autentico sguardo
ad ogni filo d'erba
ad ogni nuvola
ad ogni granello di polvere
ad ogni goccia d'acqua
ad ogni sguardo
ad ogni sorriso
ad ogni raggio di sole
ad ogni notte buia e senza stelle
ad ogni cosa...
Ma i nostri occhi SAPREBBERO essere ancora
abbastanza puliti e attenti ????
sussurrato da lullubay @ aprile 22, 2008 12:58 - martedì, 22 aprile 2008 commenti (5)[popup] || commenti (5) - -