tramonto spiaggia...per un po' me ne starò qui...

C'era una volta domani. Adesso non c'è più. C'è un altro giorno che tutti continuano a chiamare domani, ma domani non c'è più. Domani è diventato ieri o l'anno scorso, e così diventando non è più lo stesso. E' cambiato. Si è trasformato. E' un po' come un bravo ragazzo che diventa un ladro di biciclette: non è più lui, ormai è un altro.

Domani era una bella giornata di sole. Ci si alzava presto al mattino e ci si sentiva pieni di vitalità. Si andava fuori e si faceva una passeggiata nel parco, poi dentro ancora per una bella doccia e una buona colazione. Davanti al caffelatte fumante e pane nero, burro e miele si parlava dei programmi della giornata: c'erano spese da fare dopo la scuola, amici da vedere e la sera una biciclettata rilassante...

Io era affezionata a domani. Ogni tanto un giorno così ci vuole: ti mette di buon umore e il sorriso ti rimane dentro e negli occhi a lungo, come una fiammella che ci mette un po' a spegnersi.

Adesso domani non c'è più: è diventato ieri, o l'anno scorso. E non è più lo stesso: quando domani è diventato ieri pioveva e non si poteva andare fuori e nessuno aveva voglia di parlare... e niente burro e miele sul pane...

A me questo giorno non interessa più; anzi, non so perchè continuano a chiamarlo domani.

Domani non c'è più... e ho deciso che mi piace TANTO TANTO TANTO OGGI. Oggi mi fa sorridere, mi mette di buon umore, mi resta negli occhi e nel cuore come la fiammella della candela che non spegnerò sulla mia “cassatella”...

Lo dilato per un po' questo oggi e ne regalo una fetta a tutti Voi di cuore... a OGGi ... a presto!!! ;)


 lago cava

... e qui...

 

tagferie

 


sussurrato da lullubay @ giugno 28, 2008 19:12 - sabato, 28 giugno 2008
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una bici non si ama
si lubrifica, si modifica
una bici si declama
come una poesia
per volare via…


riflesso di ruota

...e allora via con il sole in bocca, il vento negli occhi e il sorriso nei piedi. Quando giro l'angolo di Via Silvio Pellico per immettermi nella stradina che porta verso casa mia, oltrepasso una vecchia corte seminascosta da due rigogliose piante di fico e un'immenso rampicante di glicine...quando oltrepasso questo punto mi fermo e tolgo le scarpe... pedalo a piedi nudi in un altalena di sali scendi per evitare il controcolpo dei dossi, salgo sul marciapiede e pedalo...pedalo...

E' sempre stata un'amica speciale, ma l'ho rimessa sotto i piedi in modo diverso, me l'hanno delicatamente riposta sotto il sedere, me l'hanno sapientemente ri-fatta stringere tra le dita, me l'hanno ricostruita su misura nella forma, nella leggerezza, nella sicurezza e nei colori che amo...e le mie gambe ringraziano insieme agli occhi per il vigore e lo stupore riacquistati... Sì, mi sento una Regina mentre sfreccio tra un vicolo e l'altro della bassa bergamasca, senza neppure più pensare all'auto che ho venduto mesi fa... senza immalinconirmi per il paesaggio grigio e squallido nonostante il sole... lo sguardo è in apnea come sempre perchè la vita è ancora “momento che mi sa togliere il respiro”... per poi permettermi di ritornare a RESPIRARE come fosse il primo e insieme l'ultimo giorno di vita...



Il piacere della bicicletta
di Alfredo Oriani

"Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà, forse meglio di una liberazione andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servitù come in treno.
La bicicletta siamo ancora noi , che vinciamo lo spazio e il tempo; stiamo in bilico e quindi nella indecisione di un giuoco colla tranquilla sicurezza di vincere; siamo soli senza nemmeno il contatto colla terra, che le nostre ruote sfiorano appena, quasi in balia del vento, contro il quale lottiamo come un uccello.
Non è il viaggio o la sua economia nel compierlo che ci soddisfa, ma la facoltà appunto di interromperlo e di mutarlo, quella poesia istintiva di una improvvisazione spensierata, mentre una forza orgogliosa ci gonfia il cuore di sentirci così liberi.
Domani la carrozzella automobile ci permetterà viaggi più rapidi e più lunghi, ma non saremo più né così liberi né così soli: la carrozzella non potrà identificarsi con noi come la bicicletta, non saranno le nostre gambe che muovono gli stantuffi, non sarà il nostro soffio che la spinge nelle salite.
Seduti come in un treno non ci tornerà più l’illusione di essere giovani, correndo coll’impeto stesso della giovinezza; non avremo trionfato del vento, non ci saremo ritemprati nella fatica al sol; ma la nuova macchina c’imporrà le preoccupazioni dei propri guasti non riparabili al momento, c’impedirà di sognare, perché non potremo più guidarla istintivamente, e ci darà il senso doloroso del limite, appunto perché separata da noi, sospinta da una forza che non può fondersi colla nostra"..

di Alfredo Oriani
Scritto in occasione di un suo viaggio in bicicletta nel 1918 tra l ‘Emilia e la Toscana.
tratto da IN BICI -"Il piacere della bicicletta" di Enrico Caracciolo"



parcheggio

... a casa...


www.dsregionelombardia.it/bici.htm

 

 


sussurrato da lullubay @ giugno 20, 2008 16:30 - venerdì, 20 giugno 2008
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varazze_mareggiata

L'acqua nera sembra ballare,

le strade profumano di sale,

Varazze scivola in un bacio

d'olio, vicoli e coltelli

che la tagliano a metà.

Resto dove le lanterne sono specchi

e il vento una preghiera.

Qui le ore si fanno lente

e la mia carne è solo un velo;

la pioggia abbraccia un campanile,

un fiore azzurro spalanca i petali.

Un gabbiano è sospeso,

con il suo fardello sul groppone

inerte, con le ali aperte.

Galleggia in alto in aria

da mezz'ora,

sfruttando le correnti

con minime manovre di piume

immobile

aerostatico

accanto ad un aquilone multicolore

fluttuante:

àncora del proprio fondo

a debite distanze.

La sabbia di questa spiaggia non mi piace:

non è sasso levigato

non è morbida al tatto.

Meglio gli occhi dei due bimbi

che mi aspettano con palette e secchielli...

allargo le braccia

spalanco la bocca

come quando bevo l'acqua della doccia

respiro tutto questo vento

e ringrazio...

la ruota che protegge il muro rosso

che protegge le chiglie

che ci ha tenuto compagnia tutto il pomeriggio!!!

Varazze particolare...ruota

 


 



sussurrato da lullubay @ giugno 16, 2008 18:31 - lunedì, 16 giugno 2008
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3555_b~Phares-Dans-La-Tempete-La-Jument-Posters
Gli uomini che hanno una TEMPESTOSA vita interiore
e non cercano sfogo o nei discorsi o nella scrittura,
sono semplicemente uomini che non hanno
una tempestosa vita interiore.

C. Pavese

...ma quando il troppo si ingarbuglia

tra il cuore e le labbra?

Non riesco a fare

 null'altro

che restare muta

ad aspettare

respirando a piccoli sorsi

...

forse

solo quel bacio sulla bocca

potrebbe ridare alle parole

la forza

l'astuzia

che non hanno

che non sanno

che non vogliono

...


sscchh...




...attesa...
sussurrato da lullubay @ giugno 09, 2008 21:16 - lunedì, 09 giugno 2008
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rubinia due

La pioggia: violenta allegra ragazzina;

a gioco sui rami della rubinia

tutta serrata di foglie ancora sui grappoli

impossibile coglierli per succhiarne la dolcezza,

risata di gocce in rovesci

sulla campagna morbida

in conche d'orizzonti.


Nel quadro umido di luci

di verdi spenti, di grigi quasi piombo,

di celesti fatti vetro,

la pelle alla pietra del fiume si fonde

e corpo, terra, cielo

la cascata confonde.


Tutto il cielo spiove

senza lavare, senza cancellare:

ci abbandoniamo al suo urto

nella tiepida penombra

della tana che ci accoglie;

il ventre della terra

erompe ribollendo intorno al nostro corpo

e ci ridesta le membra: forza senza stanchezza

potenza senza arresto.


La fiamma arancio della candela

che si allunga e arrotonda e danza

al soffio di vento della finestra dischiusa

mi porta il profumo dei fiori di campo

in un giallo diluito nei petali a raggio.


Il silenzio fermo di quest'ora del mattino

è sospeso nel cuore come lo stupore

di una creazione perfetta.


Tu, al tavolo

io, sul divano

la stanza che ammutolisce

nella nostra repentina coscienza

d'intravveduta felicità

e nella lucida volontà

di trattenere dentro la tempesta

guardandoci

tacendo

in attesa di QUEL tempo,

di un altro giorno...


E tutto il soffitto spiove

e prima di NOI sapevamo, io/tu,

che fosse, di tutti i problemi,

più “intenso” problema l'amore.

pioggia


sussurrato da lullubay @ maggio 25, 2008 18:29 - domenica, 25 maggio 2008
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liberta...quando si ha pagato come prezzo la VITA...
...si riceve in dono la LIBERTA'...

...per sempre!!!

sussurrato da lullubay @ maggio 18, 2008 18:53 - domenica, 18 maggio 2008
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...solo musica...
...solo parole...
...solo vento...
...solo alma...
...solo corason...
...solo amor...

la sua voce

e

GRACIAS A LA VIDA




sussurrato da lullubay @ maggio 12, 2008 23:24 - lunedì, 12 maggio 2008
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"Io non piango sulla fine delle mie idee, perché   verrà di sicuro qualcun altro a prendere in mano

la mia bandiera  e portarla avanti! È su me stesso che piango..."

- P.P.P. -

 

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


ARRAMPICATA_PARETE_ARTIFICIALE_PICCOLA

Ecco, pure esisti, né il grido di luce ti cinge

lo spazio dell'anima. A lungo ho resistito ai

ai silenzi, agli eccidi consumati ai margini

del cuore, alle tempeste magnetiche

di questa civiltà coi lupi ai calcagni....

che corre, corre, corre....


Dove vai, uomo? Perchè sali, scavalchi,

ti arrampichi? Perchè non sai stare qui?

Scrostiamo insieme la pietra

da un'invisibile muschio che urla.

Tra Pietro e Pilato c'è un abisso d'amore.


Anche il tuo passo è vento come il mio

e vi lascia una traccia confusa alla terra,

ma c'è pur sempre, forse, un punto di quiete

o dannazione, da raggiungere in un centro profondo

o appena fuori di noi, tra le incognite dei cuori.


Tieni la mia mano, non lasciarla più raffreddare,

c'è tanto da “grattare”...tanto...e servono unghie forti

polsi saldi

sangue che scorre nelle vene...senza paura!

roccia

Dio mio, ma allora cos'ha lei all'attivo?..."
"Io? - [un balbettio, nefando non ho preso l'optalido mi trema la voce

Io? Una disperata vitalità....

dita

 






sussurrato da lullubay @ maggio 10, 2008 20:11 - sabato, 10 maggio 2008
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Che co'è un giorno perfetto?

E' quello in cui speri di fare qualcosa che non può succedere tutti i giorni”

scriveva D. Salinger...e per te?


...per me è

l'evitare ogni compromesso

con chi mi fa del male

con chi ha “vinto”

con chi presuppone senza conoscere

con chi promette senza “toccare”...

Il giorno perfetto sarà la coscienza del desiderio

di voler andare all'”inferno” con la coscienza pulita,

ardere sapendo che “quelle fiamme me le sono meritate”!!!

 

bilico

 

...così giunsi ai giorni della Resistenza

senza sapere nulla se non lo stile;

fu stile tutta LUCE, memorabile coscienza

di sole. Non potè mai sfiorire,

neanche per un istante, neanche quando

l'Europa tremò nella più morta vigilia.

....ed era pura luce...

...era speranza di giustizia...

...poi la luce variò di colpo:

da luce diventò incerta alba,

un'alba che cresceva, si allargava...

per poi ritornare buio...

...perchè non ci poteva essere luce nel loro futuro.

Perchè c'era questo stanco ricadere,

questa oscurità...e in questi giorni si desta

il doloroso stupore di sapere che tutta quella luce,

per cui vivemmo, fu soltanto un sogno

ingiustificato, inogettivo...

collage da “la Resistenza e la sua luce” - P.P.P.


sole


sussurrato da lullubay @ aprile 26, 2008 20:14 - sabato, 26 aprile 2008
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albero luceSe sapessimo che siamo destinati a diventare ciechi stanotte,
se ne fossimo certi...
forse
dedicheremmo un autentico sguardo
ad ogni filo d'erba
ad ogni nuvola
ad ogni granello di polvere
ad ogni goccia d'acqua
ad ogni sguardo
ad ogni sorriso
ad ogni raggio di sole
ad ogni notte buia e senza stelle
ad ogni cosa...

Ma i nostri occhi SAPREBBERO essere ancora
abbastanza puliti e attenti ????

sguardo bw

sussurrato da lullubay @ aprile 22, 2008 12:58 - martedì, 22 aprile 2008
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